Index per l’Inclusione

Da qualche tempo ormai il nostro gruppo di ricerca si occupa di Index per l’Inclusione e dei modi in cui nella scuola italiana possa essere utilizzato. Si tratta, detto in estrema sintesi, di uno strumento che propone alle scuole un modo di fare autovalutazione sul tema dell’inclusione e, sulla base dei punti di forza e delle criticità emerse, di progettare strategie per migliorarsi.

La prima volta che ho incontrato Index è stato quando ho accompagnato Dario Ianes all’incontro per gli accordi sulla traduzione di Index in italiano. Erano presenti Tony Booth, uno dei due autori, e la direttrice del CSIE (Centre for Studies on Inclusive Education), editore inglese del testo. Ricordo che i due si intestardirono sul fatto che non si potesse pubblicare l’Index nella collana delle Guide per l’Educazione Speciale di Erickson poiché loro sostenevano che questo stesse in contraddizione coi contenuti del testo. Index propone qualcosa che non è dell’Educazione Speciale, ma che va oltre, si occupa dell’educazione di tutti.

Non capii subito e mi sembrò un vezzo di due personalità forse un po’ troppo radicali. A distanza di anni mi rendo conto di quanto quella richiesta toccasse uno dei punti essenziali di Index. La definizione di inclusione che Index propone è una definizione che chiama in causa davvero tutti nella comunità scolastica: si tratta di garantire la piena partecipazione e il massimo sviluppo possibile di tutti i membri di quella comunità.

Si tratta quindi di garantire a tutti gli alunni, tenendo conto delle loro diverse caratteristiche sociali, biologiche o culturali,  di sentirsi parte attiva del gruppo di appartenenza, ma anche di raggiungere il massimo livello possibile in fatto di apprendimento. Si tratta però anche di garantire una valorizzazione di tutti gli insegnanti, ognuno con le sue competenze e caratteristiche personali e di creare forme di partecipazione attiva da parte delle famiglie e della comunità sociale che si muovono intorno alla scuola.

Index propone questa definizione molto ambiziosa di Inclusione; che suona anche molto idealista. Questa è la meta, ed è una meta lontana, forse impossibile da raggiungere nella sua completezza, che però indica una chiara direzione di sviluppo.

Accanto questo, Index per l’Inclusione si propone anche come uno strumento pratico per mettersi in cammino verso questo ambizioso obiettivo. Propone questionari attraverso cui la scuola può chiedere ad insegnanti, alunni e famiglie di valutare diversi aspetti dell’inclusione, al fine di identificare aspetti che possono essere migliorati. Da’ inoltre alcuni suggerimenti pratici su metodologie partecipative per progettare e pianificare strategie di cambiamento.

Questo credo sia il grande valore di Index per l’Inclusione: da un lato propone un  “caldo” ideale da condividere, dall’altro non manca di proporre strumenti e metodologie che aiutano a progettare a mente “fredda” il percorso verso quell’ideale, quello di una scuola per tutti, una scuola inclusiva.

Una risposta a “Index per l’Inclusione

  1. Pingback: Fresco fresco di stampa: Index per l’Inclusione nella pratica | GRIIS - Integrazione Inclusione Scolastica

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