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Ci siamo trasferiti: visitate il nostro sito!

Da oggi ci trovate al nostro nuovo sito.

Il sito è più ricco di questo blog e ha due importanti novità:

  1. permette di visualizzare e cercare i paper presentati alle tre edizioni del nostro Convegno di Bolzano
  2. ospita la Rete Italiana Pratiche Index per l’Inclusione, dedicata a tutti gli utilizzatori di Index per l’Inclusione.

A presto, allora!

Call for paper Didattica e Inclusione Scolastica

Siamo di nuovo -ormai per la terza volta!- ai blocchi partenza del nostro Convegno Nazionale rivolto ad insegnanti e professionisti che credono, costruiscono e riflettono la didattica inclusiva.

La call for paper è stata pubblicata e la potete scaricare qui. Le proposte possono venire dall’ambito della ricerca e dall’ambito delle buone prassi di scuola, l’importante è che rappresentino un contributo per far crescere, evolvere e diffondere l’idea di una didattica capace davvero di rispondere ai bisogni diversi di ognuno. La scadenza è il 5 ottobre 2014.

Il Convegno si terrà il 28 e 29 novembre a Bolzano. Ci sarà poi una novità: precederà il Convegno vero e proprio una preconference sulla ricerca nell’ambito dell’Inclusive Education. A presto per il programma dettagliato!

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Sabato mattina 43 studentesse della Facoltà di Scienze Formazione della Libera Università di Bolzano, accompagnate da Heidrun Demo e Vanessa Macchia, hanno fatto visita ai luoghi in cui don Lorenzo Milani ha realizzato la sua idea di scuola per tutti, di scuola che dà di più a chi ha di meno. Sono passati ormai più di 50 anni da quell’esperienza, eppure così attuale ne è il messaggio.
Abbiamo visitato la piccola chiesa e la scuola di Barbiana. Colpisce la piccolezza materiale: un’aula, dei tavoloni autocostruiti, niente materiali didattici…se con quelli -tanti e dotati ognuno della propria storia e progettualità- autoprodotti dai ragazzi. Una piscina che sembra una pozza, ma quando un ex-allievo te la racconta è fatta di progetti, misure, idee, pale che scavano, modifiche e solo infine piscina.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Michele Gesualdi, curatore di molti libri su Don Milani e presidente della Fondazione don Milani, ma soprattutto uno dei primi sei allievi del Priore. I suoi racconti hanno dato corpo e emozione a quelle idee che avevamo letto nei libri.
E allora che cosa portare con sé, da un’esperienza così unica…cosa portare fino ai nostri tempi. A me vengono in mente tre cose, ma ognuna di noi, potrebbe certamente continuare l’elenco.
1. L’idea di giustizia e equità: la scuola è il luogo che deve compensare le ingiustizie sociali, se le acuisce qualcosa non funziona.
2. Una didattica fatta di progetti, nati dall’impegno e dall’interesse di cambiare e costruire qualcosa nel proprio contesto (I Care): competenze che si formano facendo, progettando, discutendo.
3. La parola, la scrittura, il dialogo come forma di emancipazione.

Decidiamo noi! La voce delle persone con disabilità

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Giovedì scorso due colleghe della Facolta di Scienze della Formazione della nostra Libera Università di Bolzano, la prof.ssa Susanne Elsen e la dott. Sylvia Rainer, hanno organizzato un seminario dal titolo “Decidiamo noi! Autodeterminazione e partecipazione socialedi persone diversamente abili”. Obiettivo dell’incontro era tematizzare la vita adulta delle persone con disabilitá e le loro possibilitá di darle forma. Si sono visti cortometraggi sui temi del lavoro, del tempo libero, della casa. E’ stato presentato un progetto sulla partecipazione alla vita politica. I relatori invitati appartenevano al gruppo di self-advocacy „People First” e alla cooperativa sociale CLAB della Provincia di Bolzano. L’elemento che con maggior forza ha colpito è stato sentir palare le persone con disabilitá stesse: la maggior parte dei relatori erano persone con disabilità che parlavano di sé e della propria vita, di sé e della propria eseprienza. E’ stato bello vedere una cornice istituzionale adattarsi a nuovi ritmi e modalità di comunicazione, è stato bello vedere prender forma modi di dialogare nuovi creatisi in un contesto di normalità improvvisamente modificato grazie alla pertecipazione di queste persone.

Questo incontro mi ha fatto riflettere su due questioni.

1. L’importanza che avrebbero persone di questo tipo nelle scuole: vedere persone adulte con disabilitá, anche intellettive, parlare di polica o tempo libero arricchirebbe l’immaginario collettivo di nuovi modelli, altri modi di pensare adulte le persone con disabilità.

2. L’importanza di promuovere iniziative che diano voce alle persone con disabilità, che non siano solo fruitori di politiche di integrazioni, ma partecipanti attivi. Ancor più adesso mi rendo conto di quanto centrale sia il tema che abbiamo aperto con una ricerca appena avviata che mira a raccontare l’integrazione scolastica attraverso gli occhi degli alunni, fra cui anche gli alunni con disabilità.  

 

Master di I livello – Programma di Arricchimento Strumentale di Reuven Feuerstein

Condividiamo con piacere la richiesta di diffusione di Maria Luisa Boninelli, responsabile del coordinamento didattico del Master di I Livello in

La Metodologia Metacognitiva nei processi di Apprendimento Mediato – Il Programma di Arricchimento Strumentale di Reuven Feuerstein“,

che verrà attivato nel mesi di Novembre 2013 presso l’Università Telematica Niccolò Cusano di Roma. Nella locandina in allegato trovate tutte le informazioni utili e i contatti.

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Nuove pubblicazioni del GRIIS

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Durante l’estate non siamo stati molto costanti con l’aggiornamento delle nostre ultime pubblicazioni. Provo a rimediare adesso.

Di una siamo davvero orgogliosi, la nostra prima pubblicazione su una rivista che stimiamo molto, l’International Journal of Inclusive Education. Nel paper “Integration in Italian schools: teachers’ perceptions regarding day-to-day practice and its effectiveness” riportiamo i risultati della nostra ricerca sull’integrazione scolastica in Italia vista dal punto di vista degli insegnanti. Speriamo che anche questo contribuisca a far lentamente entrare con maggior forza nel dibattito internazionale le posizioni italiane, di cui così poco si sente.

Abbiamo anche partecipato ad un dibattito attivato da Giangreco e altri colleghi degli Stati Uniti che nello scorso anno hanno fatto un viaggio in Italia proprio per studiarne l’integrazione e l’inclusione scolastica. Con uno scritto hanno evidenziato diversi aspetti critici che chiede agli studiosi italiani di approfondire. Life Span and Disability, rivista italiana, ma edita anche in lingua inglese, ospita il dibattito che ha già visto un interessante scambio di opinioni e punti di vista. Il nostro articolo si sofferma ad analizzare il fenomeno del pull-out (situazioni di insegnamento svolte fuori dalla classe, a volte in situazione 1:1) sia per gli alunni con disabilità che per quelli con DSA e i nuovi sviluppi normativi della Direttiva e Circolare sui BES.

BES
Infine, con settembre, è uscita la pubblicazione “Alunni con BES” a cui abbiamo contribuito anche noi e che vuole accompagnare le scuole nei processi di inclusione messi in moto proprio dalla Direttiva e Circolare sui BES. Dario Ianes e Vanessa Macchia concettualizzano i BES sulla base di ICF, Francesco Zambotti ha curato il CD Rom allegato con un software gestionali per costruire il PAI, io ho scritto un capitolo operativo sull’Index per l’Inclusione per l’automonitoraggio, ma anche lo sviluppo del grado di inclusività delle scuole. Ci sembra un libro con bel taglio operativo che speriamo essere utile per molti insegnanti.

E chiudo con una piccola anticipazione: sia Vanessa Macchia che Dario Ianes stanno lavorando a due nuovi libri che aspettiamo di vedere pubblicati prima di Natale…vedremo vedremo!

Consiglio di lettura: il profilo dei docenti inclusivi

Erupean AgencyNon è una novità eppure l’ho trovato davvero interessante! La European Agency for Development in Special Needs Education ha pubblicato lo scorso anno un profilo di 4 aree di competenza che definiscono l’insegnante inclusivo.
La prima questione interessante è che non si parla mai di insegnanti specializzati o di sostegno…l’idea di fondo è che ogni insegnante debba farsi carico di una “missione inclusiva”, anche perché -e qui cito testualmente- “i valori e le aree di competenza del Profilo dei Docenti Inclusivi sono valide per tutti gli studenti e non solo quelli a rischio di esclusione”. Un secondo aspetto interessante è che le aree di competenza sono fortemente ancorate ad una dimensione valoriale. Esse si compongono dei tre elementi: di comportamento e opinioni personali, conoscenza e comprensione e, infine, capacità e abilità. Proprio nel primo elemento sono radicati valori e opinioni personali, sulla cui base, attraverso una serie di conoscenze, diventa possibile tradurre in pratica con alcune abilità quella visione valoriale inclusiva. Infine, poi, sono proprio interessanti le 4 aree di competenza in sé.
1. valorizzare le differenze degli alunni – la differenza è da considerare una ricchezza
2. Sostenere tutti gli alunni – coltivare aspettative sul successo scolastico degli alunni
3. Lavorare con gli altri – la collaborazione e il lavoro di gruppo sono essenziali a tutti di docenti
4. Sviluppo e aggiornamento professionale
Io lo userò un po’ per rilflettere con le studentesse e gli studenti di scienze della formazione primaria…credo che però sarebbe un’ottima base di partenza anche per i collegi docenti e consigli di classe che si trovano alle prese con le riflessioni legate alla direttiva e circolare sui BES. Buona lettura a tutti allora!